“Il sogno di Mohammed” continua a vivere
“Il sogno di Mohammed” prima di essere un libro è una storia vera, vissuta dai bambini e dalle bambine di Napoli e di Gaza. Questa esperienza collettiva nasce da una semplice domanda di un piccolo allievo della squadra di calcio popolare Spartak San Gennaro “I bambini a Gaza che vivono sotto le bombe possono giocare a calcio?” e diventa un’amicizia straordinaria con i bambini e le bambine dell’ al Haddaf Team di Gaza, anche se a distanza, tra coetanei che vivono sulle due sponde del Mediterraneo.
Martedì 9 giugno nella sala teatro del Lo Scugnizzo Liberato, si è tenuta la prima presentazione a Napoli di “Il sogno di Mohammed” con la presenza dell’autrice Cristina Pulcinelli, con le parole degli allenatori dell’ al Haddaf Team che continuano a portare avanti, nonostante tutto, il sogno di Mohammed, con i ricordi e le riflessioni de i familiari di Mohammed al Sultan e del suo fratellino Bahaa, tra i sorrisi e i messaggi dei bambini e delle bambine di Napoli e Gaza.
Un libro che con una scrittura semplice e diretta ricostruisce l’intensa storia di questa amicizia sportiva: il gemellaggio tra le due squadre, lo scambio di foto, video e di messaggi via whatsapp tra i due gruppi e l’attesa costante di avere aggiornamenti, la triste notizia della morte dell’allenatore Mohammed al Sultan e di Bahaa e di altri componenti della loro famiglia durante uno dei tanti bombardamenti israeliani mentre erano a casa a Beit Lahia e la cerimonia collettiva “Mille papaveri rossi per Mohammed e Baha” nel Parco Sociale Ventaglieri organizzata un mese dopo per condividere l’immenso dolore per queste morti ingiuste che non hanno avuto una sepoltura e infine il tatreez, il ricamo palestinese, raccontato nel libro come altra forma di resistenza a Gaza.
Difficile per i partecipanti e le partecipanti di tutte le età non commuoversi ascoltando le voci dei protagonisti di questa storia. Difficile non interrompere gli interventi con applausi spontanei e coinvolgenti per supportare la loro resistenza quotidiana e la loro dignità umana. Una presentazione che senza dubbio resterà nella memoria collettiva di chi ha partecipato perché ricca di significato, emozioni, speranze e sogni.
Questa serata ci ha insegnato che il sogno di Mohammed continua a vivere e che, tutti e tutte noi, possiamo contribuire diffondendo questo libro nelle scuole, nei centri di aggregazione e in tutti gli spazi frequentati da bambini e bambine per parlare di diritti, di infanzia, di libertà e di dignità umana.
Ph. di Lucia Cutolo
Ph. Spartak San Gennaro


